Segue, dunque, il collaudato e tradizionale metodo annalistico; pur proclamando di volersi tenere lontano dall’antica rozzezza (rudis vetustas) degli annalisti, si dimostra cosciente della propria mancanza di originalità nello strutturare la sua opera. Un taglio più professionale è dato da Quintiliano, che ne loda il senso critico ed estetico: “Neque indignetur sibi Herodotus aequari Titum Livium.” [12]. [6] R. Salmeri, Leggenda e storia nell’opera di Tito Livio, Palermo, Mori, 1976, p.11. I due blocchi di libri che si sono conservati riguardano le origini e la storia più arcaica di Roma: i primi dieci libri, o prima deca, raccontano i fatti che vanno dalla mitica fondazione di Roma a opera di Romolo (753 a.C.) fino all’anno 293 a.C. La terza decade (libri 21-30) è incentrata sugli eventi della seconda guerra punica (Cartagine), dal suo scoppio – con la violazione del trattato di pace da parte di Annibale (218 a.C.) – fino al definitivo trionfo a Zama di Scipione l’Africano (202 a.C.). La sincronizzazione di Livio con Messalla Corvino, che sappiamo con certezza essere nato 5 anni prima, consiglia forse di retrodatare anche la nascita e la morte di Livio di cinque anni prima: dunque rispettivamente 64 a.C. e 12 d.C. Padova era nota in modo quasi proverbiale per l’attaccamento conservatore agli antichi costumi. Il rapporto con Polibio fonte non si traduce certo in una pedissequa traduzione, che non sarebbe possibile. [2] M. V. Marziale, Epigrammi, 1, 61, 3, W. M. Lindsay, Oxford, 1954. Lo storico romano Tito Livio, un provinciale di successo. L'ultimo storico repubblicano in età Augustea : Tito Livio. Iniziamo col dire che di Tito Livio non si hanno notizie certe. [14] Ivi, p. 26. Con lui termina l’età della repubblica e inizia quel periodo della storia romana che si chiama principato. Livio scrisse la storia di Roma secondo una tecnica storiografica che noi oggi chiamiamo annalistica. Da questo ramo derivano il codice C, Colbertino anch’esso della Biblioteca Nazionale di Parigi, Lat. Tito Livio e il lavoro dello storico Sotto il profilo del Livio storico possiamo dire che la sua lettura moderna seguì varie fasi. Tito Livio, fra i più illustri per eloquenza e attendibilità, tanto lodò Pompeo che Augusto lo chiamava “pompeiano”; ma questo non danneggiò la loro amicizia. Pochi potevano permettersi per costo e spazio di tenere in casa un Livio completo. Livio stesso si rende conto delle difficoltà dell’opera. Duemila anni fa la morte dello storico padovano, uno dei più grandi storici dell’Occidente, autore di una monumentale opera su Roma, “Ab Urbe condita libri CXLII”. Non sempre il suo racconto è obiettivo e le fonti affidabili,specialmente per epoche più remote. cit., p.17. Dall’esemplare è possibile ricavare una conclusione fondamentale: l’epitome non attinse direttamente da Livio, bensì da una fonte secondaria. 4, Schoene, p.3. [13] R. Salmeri, Leggenda e storia nell’opera di Tito Livio, op. La conquista del primato in Italia, Bocca, Torino, pp. Il più grande storico di Roma: Tito Livio e l’Ab urbe condita, Introduzione alla storiografia Romana di Manca e Rohr VIo, Carocci editore, I gladiatori, le “leggende” dell’antica Roma, La statua equestre di Marco Aurelio: il gioiello del Campidoglio, La prima guerra punica: primo scontro tra Roma e Cartagine. Livio - Storia di Roma dalla fondazione: Tito Livio Storia di Con queste parole, il l'avvio alla sua monumentale si ferma con la a.C.), ma sembra che sua opera fino alla così a 150 volumi. Sotto il profilo del Livio storico possiamo dire che la sua lettura moderna seguì varie fasi. Alba Longa, a seguito del leggendario scontro tra Orazi e Curiazi, era stata appena sottomessa, che già gli albani tramavano contro Roma. Tacito, “Il primo per eloquenza e rigore storico”, Annali, 4, 34, Torino, Società Editrice Internazionale, [s.d]. Sono dunque i singoli individui quelli che, secondo Livio, nel corso della storia hanno condotto Roma a degenerare sino alle guerre civili e ai periodi oscuri dell’ultimo secolo della repubblica. Tito Livio (in latino: Titus Livius ; Patavium, 59 a.C. – Patavium, 17 d.C.) è stato uno storico romano, autore della Ab Urbe condita, una storia di Roma dalla sua fondazione fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto, nel 9 a.C. Secondo Livio la grandezza di Roma non sta nella sua costituzione, ma nella statura morale dei suoi antichi abitanti. Quando si parla di grandi personaggi storici spesso si perdono di vista coloro che ce ne hanno tramandato le gesta ed i nomi, rendendoli immortali e tramandandoli ai posteri. P. Cornelius Tacitus; non più accreditata la variante Gaio Cornelio Tacito). Fidene entrò in guerra contro Roma, seguita dagli alleati Veienti. Alla stessa maniera, “è anacronistico e ingiusto applicare a uno storico antico i canoni della critica moderna” [8]. Narra la storia di un immaginario generale romano che si vuole vendicare di Tamora, regina dei Goti. I buoni rapporti con Augusto sono testimoniati dal fatto che questi gli affida come allievo il nipote Claudio (figlio del figliastro, fratello maggiore di Tiberio, Druso) che iniziò a comporre un’opera storica proprio su esortazione del suo maestro. Le Opere di Livio tradotte dal Latino all'Italiano. Roma dalla fondazione . La Tragedia di Tito Andronico è la prima tragedia di Shakespeare, composta con molta probabilità tra il 1589 e il 1593, probabilmente con la collaborazione di George Peele. Questo accade ad esempio nel racconto della guerra contro Veio, costellata di particolari probabilmente inventati, ma fondamentale perché, per la prima volta, i romani si affermano come potenza tra i popoli dell’Italia centrale. La conquista del primato in Italia, Bocca, Torino, [s.d.]. Per la parte relativa all’espansionismo romano in Oriente Livio dipende molto da Polibio, da cui gli deriva una concezione globale del Mediterraneo. Incontro con la letteratura italiana: Livio e Machiavelli Epicureismo e stoicismo nell’età di Cesare. Tàcito, Publio Cornelio (lat. Ignote sono le date di nascita e di morte (forse 55 circa - 120 circa), ignota la famiglia e il censo (probabilmente senatorio), come anche l'origine (si è pensato, tra l'altro, alla Gallia Narbonese o Cisalpina). Tito Livio: la vita e i rapporti con Augusto. d. Tacito, Publio Cornelio). La sua opera circolò moltissimo fin da subito. Un’altra garanzia dell’importanza storica di Livio sono i giudizi positivi e pieni di ammirazione ed entusiasmo degli storici antichi, da Tacito che lo denominava “Eloquentiae ac fidei praeclarus in primis”[10] a Seneca il Retore che afferma: “Ut est natura candidissimus omnium ingeniorum aestimator Titus Livius”[11]. Write CSS OR LESS and hit save. sallustio, cesare, livio: “tre latini” a confronto In queste ultime settimane, durante la cosiddetta pausa didattica, esercitandoci nella traduzione dal latino, abbiamo imparato a riconoscere il diverso stile e le diverse scelte formali che tre dei più Si sono conservati solamente i libri 1-10 (dalla fondazione di Roma alla fine della terza guerra sannitica) e i libri 21-45 (dal 219 a.C. fino alla battaglia di Zama del 202). Augusto dalla sua posizione di forza poteva tollerare e persino manifestare magnanimità nei confronti dell’opposizione, considerando il fatto che egli stesso si presentava pubblicamente come il restauratore della res publica. Tuttavia, per entrambe abbiamo il sostegno dell’opera di Polibio [6]. Contiene tutti i 142 libri di Livio, a eccezione delle epitome dei libri 136-137, andate perdute. La scelta del modello annalistico non impedisce allo storico di dedicare più spazio agli avvenimenti più contemporanei a lui. Non di rado viene rappresentata dallo storico l’epopea popolare e descritti tutti quei tratti tipici della romanità che hanno una continuità con i contemporanei di Livio [9]. Versioni di latino con traduzione dell’autore Tito Livio che elaborò una delle più vaste opere storiche latine raccolte in 142 libri nell’Ab Urbe Condita. ne, lo storico dell’ottocento francese autore del celebre Essai sur Tite Live, istituì tra la nar-razione di Livio e la parallela narrazione del freddo e ‘scientifico’ Polibio, lo storico greco dell’ambiente scipionico (III,54-55). Così ammettere l’opacità delle fonti e sottolinea che per lui fondamentale importanza hanno i documenti scritti, gli unici che fedelmente custodiscono la memoria dei fatti. Ab urbe condita libri, opera storica in 142 libri, su schema annalistico con finalità etiche ed esemplari che ha come protagonista l'intero popolo romano. In questo ultimo passo appena citato, per esempio, Livio preferisce citare due autori che presentano due testimonianze diverse pur basandosi entrambi sui Libri Lintei come fa notare Livio stesso. Pur non lasciandosi coinvolgere nella vita istituzionale, Livio non fu indifferente alla politica. I Romani antichi incarnano il mos maiorum: leali, rispettosi della religione e dei popoli, clementi con i vinti, grandi in guerra, ottimi comandanti, frugali, patrioti. 1.1 - Analisi del contesto e dei bisogni del territorio di riferimento. Ancora Plinio il Giovane poteva scrivere di una severissima matrona padovana, Serrana Procula: Conosci i costumi di quel luogo: e figurati che Serrana riesce ad essere esempio di severità persino per i Padovani. Probabilmente le ragioni del suo trasferimento nell’Urbe furono legate a due fattori: il più facile accesso alle fonti e un più agevole esercizio della sua attività di storico e letterato. Cerchiamo ora di capire il nesso tra narrazione storica e tradizione liviana. Storia e sviluppo dello Stato Assoluto, Klaus – I segreti del Natale: analisi del film, Il canguro e la sua simbologia nella cultura australiana. Molti termini come la parola libertas, che nelle Storie compare più di 300 volte, sono spesso oggetto di oscillazioni semantiche: quando assume alle volte il significato positivo di “non servitù” e altre volte la connotazione negativa di sinonimo di “caos” e “anarchia”. Appunti del corso monografico di lingua e letteratura latina, op. Per esempio, la ricostruzione della battaglia di Canne é essai più accattivante in Livio: ma mentre in Polibio é possibile inquadrare fatti e luoghi, il resoconto di Livio é invece non riscontrabile sul territorio. 1.2 - Risorse professionali 1.3 - Risorse strutturali 1.1 Analisi del contesto e dei bisogni del territorio di riferimento. f. Latein. [3] P. P. Stazio, P.Papini Stati Silvae, 4, 7, 55, in aedibus B. G. Teubneri, Lipsia, 1961. Da Livio stesso ci giunge il limite contenutistico ed insieme la difficoltà del lavoro: descrivere la storia della città, escludendo qualsiasi altro fatto non strettamente collegato. Alcuni narrano addirittura che il primo epitomatore fosse il figlio di Tito Livio, mosso dalla volontà di produrre un riassunto degli scritti del padre [7]. Opere. Purtroppo i riassunti, più comodi da copiare, fecero sì che la trasmissione dell’opera integrale venisse progressivamente tralasciata, e così essa venne perduta. Contesto. II. Verifica: Machiavelli, biografia e contesto storico. Nel libro X: “Licinio e Tuberone tramandano che, poiché tutte le centurie… Intorno a questo fatto mi fa dubitare il più antico scrittore di annali, Pisone…”, ma potrebbero essere citati tantissimi altri esempi. Livio, Tito. Marziale scrive (intorno agli anni 80) in un suo epigramma: In piccoli libretti é compresso il grande Livio che la mia biblioteca non riesce a contenere. L’opera di Livio è un’opera artistica, e come tutte le arti, che non sono scienza, non ha in rigore della “perfezione”, ma ha l’intento di ammaestrare, perché segue l’indirizzo storico di Isocrate. Una seconda recensione è la cosiddetta Historia Simmachea, nella quale viene operata una revisione dell’opera di Livio, che però non ha una genealogia propria e per questo motivo rimane isolata dal resto delle fonti a noi pervenute. La sua storia tende a confermare questo assunto. Lo storico di Padova preferisce scegliere di volta in volta la fonte che lui reputa essere la più affidabile cui riferirsi, cita le fonti che divergono nel racconto e si limita a giustapporre le versioni diverse (“altri sostengono che”), lasciando al lettore la scelta finale. Gli Ab urbe condita libri: contenuto dell’opera, fonti e metodo. In generale cita indirettamente: “trovo scritto che…” (Livio 4, 23, 1-3). 1-12.  Marziale scrisse: “La terra d’Abano ha fama grazie al suo Livio” [2], oppure Stazio che lo chiamò “figlio del Timavo” [3]. Età augustea . Tito Livio, storico della romanità. Livio stesso riflette su questo fenomeno all’inizio della terza deca, notando di aver dedicato 15 libri ai 63 anni della seconda guerra punica, tanti quanti ne aveva impiegati per illustrare i quasi seicento anni precedenti: “quanti i 488 anni dalla fondazione della città al consolato di Appio Claudio” (Livio 31, 1, 3-5). Tito Livio (59 a.C. Padova – 17 d.C. Padova), storico romano, scrisse 142 libri Ab urbe condita (“Libri dalla fondazione di Roma”). Gli avvenimenti che non coinvolgono Roma passano spesso in secondo piano (es. T. Livi periochea omnium librorum ab Urbe condita è l’unica epitome liviana sostanzialmente completa giunta fino a noi. Le Storie ebbero difficoltà a conservarsi nella loro interezza e andarono in gran parte perdute nel Medioevo. È uno dei tanti casi di lotte sociali dove si può notare l’anacronismo liviano: ciò che fa Orazio è la cosiddetta provocatio, che però è una forma di giudizio popolare dell’età repubblicana (entrata in vigore proprio nel 509 a.C.) e non del periodo regio, come descrive Livio. Nel libro IX: “Trovo in alcuni annali”, “Macro Licinio invece sostiene”. La posizione e impagabile, l'affaccio sul giardino condominiale garantisce silenzio e tranquillita. In Tito Livio, uomo di mirabile eloquenza, Asinio Pollione ritiene vi sia una certa “padovanitá”. Vita Nacque a Padova nel 59 a. C. è agiato, conservatore e repubblicano. Non si può negare che Livio accetti i racconti mitici e li inquadri nella sua cronologia, ma ciò non può eludere un’osservazione: le parti a noi pervenute fanno parte della storia più oscura e lontana di Roma, avvolta in un’aura mitica e mal documentata (lontanissima è dunque la completa documentazione). discorsi sopra la prima deca di tito livio • Stesura dell’opera: iniziata nel 1513 viene prima sospesa e poi ripresa e terminata entro il 1519. La “TITO LIVIO” La ‘Tito Livio’ è ubicata nel Quartiere Chiaia, tra il centro storico di Napoli e il lungomare; il quartiere I rapporti tra principe e intellettuali non era però sempre “armoniosi”. Era un’opera enorme che fu pubblicata dallo stesso autore in blocchi e in blocchi queste circolavano tra i lettori. E quali sono? L’opera liviana fu pubblicata a stampa a … Polibio non segue il medito annalistico: le sue Storie sono scandite dalle campagne militari. Secondo Svetonio, l’imperatore Caligola definiva Livio verbosus, “prolisso”, e neglegens (Svetonio, Caligula 34, 5). Delle leggi Valerie è la più nota e non è altro che un’anticipazione della storica legge Valeria sulla provocatio del 300 a.C. Aldo Marastoni, Letture Liviane. Troviamo nel libro VIII: “Trovo negli annali riferito in modo diverso il cognome del console Valerio, che sarebbe Flacco o Polito; ma poco importa quale sia la verità. Purtroppo è molto frammentato ed è stato raschiato e riscritto con un altro testo di S. Gregorio papa del IX secolo. Lexikogr. Attraverso il racconto storico Livio dimostrerà come Roma è diventata una potenza internazionale. Forse quest’ultima è da ricercare nelle tumultuose vicende che sconvolsero la vita di Livio ragazzo, pensiamo alle guerre civili nell’Italia del Nord, o anche per il vivo amore per Roma che conosciamo grazie alle sue opere. In certi punti si sente che egli segue costoro fedelmente senza esercitare giudizio critico; sono quei punti di pure sapore annalistico, che indica senz’altro la provenienza [14]. storica, quindi la storia viene usata per mostrare esempi di virtù o di vizio, ma anche come alternativa all’impegno politico diretto. Abano era considerato la fonte termale di Padova. A partire dal V secolo é attestata la divisione in decadi o “deche”, blocchi di dieci libri. guerra Achea). Invano si cercherebbe attraverso la sua storia di formarsi un’idea chiara dei Sanniti, degli Etruschi, dei Cartaginesi, dei Greci d’Italia o d’Oriente, dei loro ordinamenti, delle loro aspirazioni contrastanti a quelle di Roma, e delle stesse loro forze. Inizialmente molto contestato, vengono analizzate le imprecisioni, l’accettazione acritica dei racconti leggendari, la “pigrizia” nel controllo delle fonti, errori di cronologia e altro. Ab Urbe condita è la narrazione della storia di Roma dalla sua fondazione, collocata tradizionalmente il 21 aprile 753 a.C., fino al 9 d.C, anno della morte di Druso, appartenente alla dinastia Giulio-Claudia. L’opera viene pubblicata postuma nel 1531. Dettaglio che evidentemente obbligò lo storico padovano a un maggior sforzo nella rielaborazione rispetto agli episodi che voleva estrapolare dalla sua fonte. Ab urbe condita libri di Tito Livio, opera conosciuta anche come Historiae. Grazie ad esse é possibile ricostruire la suddivisione dell’opera e il contenuto. Dopo la battaglia di Azio (31 a.C.) Ottaviano è il solo uomo in grado di governare Roma. Per la parte non conservata restano appunto le periochae, riassunti di autore ignoto redatti fra il III e il IV secolo, forse già sulla base di precedenti epitomi. La storiografia liviana é una storiografia retorico-letteraria, sulla scia di Timeo e degli storici di Alessandro. [11] “Al fine di valutare la natura del geniale Tito Livio” L.A. Seneca, Suasoriae, VI, 21, Cambridge University Press, London, 1974. Inoltre, Tito Livio fu effettivamente un exornator rerum, come Cicerone (De oratore 2, 54) aveva teorizzato dovesse essere uno storico, e non un mero narrator. [12] “Che Erodoto non s’indigni che gli venga eguagliato Tito Livio” M. F. Quintiliano, De institutione oratoria, X, 1, 101, Lipsia, Ottonis Holtze, 1971. L’ immensa mole volumetrica dell’opera liviana mise da subito in moto gli epitomatori dell’epoca, compendiatori che avevano il compito di facilitare la divulgazione dell’opera. Appunti del corso monografico di lingua e letteratura latina, Studium Parmense, Parma, 1966, p. 10. Nell’era del volumen, in cui il libro coincideva con un rotolo di papiro, l’opera di Livio era davvero monumentale. Meno fortunata è la quarta decade, mentre della quinta si conoscono pochi frammenti. [8] A. Marantoni, Letture Liviane. Appunti del corso monografico di lingua e letteratura latina, Studium Parmense, Parma, 1966. Età augustea. Riccardo Salmeri, Leggenda e storia nell’opera di Tito Livio, Palermo, Mori, 1976. Se alcune di queste incongruenze si debbono a Livio, la maggior parte di esse si debbono agli annalisti che segue. ", Come eravamo: storia in pillole della Prima Repubblica, Diplomazia: molto più di una semplice professione, La Notte degli Oscar premia il capolavoro di Sam Mendes “1917”, Napoli: dalla fine dei Borbone al Risanamento, Come Mussolini è diventato il “duce” del fascismo, Il crollo del fascismo: racconto di un’uscita di scena, L’Italia: dall’unificazione alla questione meridionale, La Regione Lazio ai tempi del coronavirus. Tito Livio come Polibio ammira la grandezza di Roma e ne é il suo cantore, ma rigetta la teoria di Polibio che sosteneva come la grandezza di Roma avesse le sue fondamenta nel sistema di governo romano misto di monarchia, aristocrazia e democrazia, e dunque immune alle degenerazioni perché non esclusivo. Si potrebbe, dunque, dedurre che Livio fosse appartenente ad una famiglia ricca che gli garantì il raro privilegio di poter consacrare completamente la sua vita all’, Testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli, autorizzazione 22 del 21/04/2015. Questo vale sia per quanto riguarda la sua educazione, la sua famiglia, i suoi scritti, le sue fonti, ma anche per la motivazione per la quale venne a Roma. Tuttavia, basta questo esempio per leggere, oltre l’apparenza da storico oggettivo, le sue propensioni per l’una o per l’altra fazione che non riesce a placare. Questo gli permette di trovare un accordo tra storia e leggenda, sacrificando l’esattezza a vantaggio, tuttavia, dell’insegnamento morale e della letteratura. Contro questa congettura scrisse A. Klot, Hermes 48, 1913, p. 552. Per comprendere a pieno Livio é indispensabile fare riferimento anche al fatto che la sua opera si presentava come una monumentale e solenne celebrazione del popolo romano, la gente romana. 5730, risalente al V secolo. Le Storie iniziarono quindi precocemente a circolare nella forma di codex e in versioni epitomate. I risultati del confronto si possono sintetizzare ripor-tando le parole di taine: «tito Livio descri- Come sono i borghi più belli d’Italia? Storico latino, nato a Padova nel 59 a.C. e morto nel 17 d.C. Dei suoi 142 libri Ab urbe condita, soltanto 35 (I-X, XXI-XL, XL-XLV con lacune) «da la malignità de’ tempi non ci sono stati intercetti» ( Discorsi I proemio 9). Ciò comportava, nel caso di eventi complessi che si svolgevano in diversi anni e in luoghi diversi (si pensi per esempio proprio alla seconda guerra punica, che si svolse in Spagna, Italia, Sicilia e Africa, dal 218 al 202 a.C.), una noiosa frammentazione del racconto: per seguire le vicende, poniamo, di Siracusa, il lettore sarà costretto a saltare, nell’ambito della terza decade, di libro in libro nei capitoli dedicati alle vicende belliche in Sicilia. Il fine della sua storia è l’esaltazione della patria, e … L’opera di Livio è ricchissima di fonti, quando non trova presso alcuno storico notizia interessante, coinvolge il lettore nella tematica della ricerca e quanto si trova davanti a due versioni dello stesso evento le cita entrambi. Di certo lo storico non fu mosso da alcuna aspirazione di carriera, dal momento che non risulta abbia mai ricoperto alcuna carica pubblica. Tra i frutti di queste letture vi sono veri e propri capolavori della letteratura politica di tutti i tempi, quali i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio (1513-17 circa) di Niccolò Machiavelli. Alcuni limiti possono essere stati certamente la sua condizione “al di fuori della vita politica” che non poteva garantirgli un accesso in prima persona agli archivi ufficiali o agli acta senatus; anche se é possibile che, in ogni caso, non ne avrebbe comunque tenuto conto. Ciò che io vorrei che fosse tramandato falsamente (e del resto non tutti sono d’accordo nel confermarlo) è che siano morti non di pestilenza, ma di veleno (…) Tuttavia la cosa bisogna pure esporla come ci è narrata, per non togliere credito a nessuno degli scrittori”. 1/8. Ciò che presso gli antichi era un complimento (ma non per Caligola), per un moderno risulta un grave difetto: in Livio l’arte prevale sulla scienza storica; perciò, in caso di contrasto tra l’esigenza di resa estetica di un avvenimento e la necessità di descrivere la realtà, Livio tende a privilegiare il primo aspetto. Pur non avendo più a disposizione le fonti alle quali Livio ha attinto (pensiamo agli annali massimi, i fasti e i commentarii pontificum) possiamo ricercare le modalità della sua analisi critica dai suoi stessi scritti. Inizialmente molto contestato, vengono analizzate le imprecisioni, l’accettazione acritica dei racconti leggendari, la “pigrizia” nel controllo delle fonti, errori di cronologia e altro. Roma, Urbe per antonomasia, ha da sempre una storia costellata di miti, leggende e presagi, ma in questa sede ci occuperemo di riprendere il filo delle fonti che seguì lo storico Livio. Perciò, se possibile, l’intero lessico e la pronuncia diano l’impressione che l’oratore sia stato educato nell’Urbe. All’inizio del libro sesto, ritiene opportuno “giustificare” le fonti dei cinque libri precedenti.

Formazione Bari 2020, Frasi Clementino Quando Sono Lontano, Assetto Corsa Hillclimb Tracks, Filo Di Seta Per Uncinetto, Ingegneria Edile-architettura Ancona, Canzoni Sull'amicizia Inglesi, Meteo 3b Rignano Garganico, Condizionatore Mitsubishi 9000 Btu Inverter, Auguri Buon Compleanno Paolo, Le Avventure Di Huckleberry Finn Riassunto Capitolo Per Capitolo, André Rieu Canzoni, Berberi Del Sahara, Milan Trattative In Uscita, Incendi Amazzonia Cause, Il Senso Di Ogni Cosa Con Testo,